Un sito vetrina ha due costi: la realizzazione, che si paga una volta e dipende da pagine, materiale e funzioni, e il mantenimento annuale. Dominio, hosting base ed email partono da circa 100 € più IVA il primo anno; il resto dipende dal lavoro che serve davvero.
Due conti diversi: realizzazione e mantenimento
Quando chiedi quanto costa un sito web vetrina, in realtà stai chiedendo due cose. La prima è la realizzazione: struttura, testi, foto, sviluppo e messa online. Si paga una volta. La seconda è il mantenimento: dominio, hosting, email e piccole modifiche. Si paga ogni anno, finché il sito resta online.
Le spese di mantenimento hanno prezzi pubblici e puoi controllarle in dieci minuti. La realizzazione invece non ha un listino, perché dipende dal lavoro che serve davvero. Per questo due preventivi per lo stesso sito possono sembrare lontanissimi: spesso non descrivono la stessa cosa.
Qui trovi prima i costi verificabili, con le cifre prese dai listini ufficiali. Poi le variabili che muovono il prezzo della realizzazione, il punto del dominio che quasi nessuno controlla e una lista di domande per leggere un preventivo.
Le spese che puoi verificare da solo
Queste sono le voci ricorrenti di un sito vetrina tipico. Le cifre vengono dalle pagine ufficiali dei fornitori, consultate a settembre 2026, e sono IVA esclusa. I prezzi cambiano e ogni fornitore ha il suo listino: usale come ordine di grandezza, non come preventivo.
Con i prezzi qui sotto, il primo anno di dominio, hosting base e una casella email arriva a circa 102 € più IVA. Sono 8,99 € di dominio, 11,90 € di hosting e dodici mesi di email a 6,80 €. Dal secondo anno il prezzo dell’hosting va ricontrollato. La manutenzione è la voce che varia di più: c’è chi la include in un canone mensile e chi la fattura a intervento.
- Dominio .it: presso un registrar come ilDominio.it costa 8,99 € più IVA all’anno, e registrazione e rinnovo hanno lo stesso prezzo.
- Il Registro .it fattura al registrar 3,30 € più IVA all’anno per ogni dominio. La differenza rispetto a quello che paghi copre il servizio del registrar.
- Hosting: Aruba propone l’hosting per WordPress a partire da 11,90 € più IVA per il primo anno. Chiedi sempre quanto costa dal secondo anno.
- Email con il tuo dominio, del tipo tu@nomeazienda.com: il piano Starter di Google Workspace costa a listino 6,80 € per utente al mese, tasse escluse. Google propone spesso sconti temporanei per i primi mesi: conta il prezzo pieno.
- Profilo dell’attività su Google: è gratuito. Non serve pagare nessuno per averlo, anche se curarlo bene richiede tempo.
Cosa fa salire il prezzo della realizzazione
Per la realizzazione non esiste una cifra giusta in assoluto. Nel nostro lavoro il prezzo dipende da tre variabili, non da un listino: quante pagine servono davvero, quanto materiale esiste già e quali funzioni deve avere il sito.
Le pagine. Un’attività con un servizio solo può stare bene in una pagina. Uno studio con cinque prestazioni distinte, che vuole farsi trovare su ognuna, ha bisogno di una pagina per ciascuna. Ogni pagina in più significa testi, foto e struttura in più.
Il materiale. Foto, testi, logo, orari e listino pesano più di quanto sembri. Quando esistono già e sono corretti, il lavoro scorre. Quando mancano, qualcuno deve produrli, e quel tempo si paga. Nei nostri progetti il collo di bottiglia quasi mai è lo sviluppo, quasi sempre è il materiale.
Le funzioni. Un sito che presenta l’attività è una cosa. Uno che prende prenotazioni, mostra un catalogo aggiornabile o si collega a un gestionale è un’altra. Aggiungere una funzione perché potrebbe servire è il modo più rapido per pagare qualcosa che nessuno userà.
Fonti 08
Il dominio deve essere intestato a te
È la voce meno visibile di un preventivo e quella che crea più problemi anni dopo. Un dominio .it ha un Registrante, cioè il titolare, e un Registrar, cioè l’azienda che lo gestisce tecnicamente. Se come Registrante risulta l’agenzia e non la tua attività, cambiare fornitore diventa complicato.
Per ogni dominio esiste un codice chiamato authinfo, assegnato al momento della registrazione, che identifica il dominio in modo univoco. Il Registrar è tenuto a comunicarlo al Registrante, e senza quel codice non si possono fare le operazioni sul dominio. Se il Registrar non è rintracciabile o si rifiuta di fornirlo, il Registrante può rivolgersi al Registro .it.
- Chiedi che il dominio sia registrato a nome tuo o della tua attività, non dell’agenzia.
- Chiedi il codice authinfo, o almeno la conferma scritta che ti verrà dato su richiesta.
- Se il dominio lo hai già, chiedi al fornitore attuale di mostrarti i dati del Registrante.
Fonti 02
Le domande da fare prima di firmare un preventivo
Un preventivo si confronta solo con un altro che descrive le stesse cose. Prima di guardare il totale, controlla che ci siano risposte alle domande qui sotto. Se una manca, chiedila per iscritto.
Due punti vengono spesso dimenticati. Il primo sono i cookie. Secondo il Garante per la privacy, per i cookie tecnici non serve il consenso ma serve sempre l’informativa, mentre i cookie di profilazione si possono usare solo dopo il consenso dell’utente. Se il sito usa strumenti di terze parti, come mappe, video incorporati o pixel pubblicitari, chiedi chi si occupa di informativa e banner.
Il secondo è la velocità. Google consiglia vivamente ai proprietari di siti di avere buone metriche Core Web Vitals e indica, per il caricamento, un valore LCP inferiore a 2,5 secondi. Chiedi se il sito verrà misurato su questi parametri prima della consegna.
- Quante pagine sono comprese, e quali.
- Chi scrive i testi e chi fornisce le foto. Se sono a carico tuo, entro quando.
- A nome di chi viene registrato il dominio.
- Se hosting, email e certificato di sicurezza sono inclusi, e quanto costano dal secondo anno.
- Cosa comprende la manutenzione e cosa si paga a parte.
- Quante revisioni sono previste prima della messa online.
- I tempi di consegna, e da quale momento si contano.
- Cosa ti viene consegnato se un giorno cambi fornitore.
Fai da te con un costruttore di siti: quando conviene
I costruttori di siti con modelli pronti hanno un vantaggio chiaro: parti subito e spendi poco all’inizio. In cambio paghi un abbonamento finché il sito resta online e ci metti il tuo tempo, che per chi gestisce un’attività non è gratis.
Conviene se hai già testi e foto buoni, ti basta una pagina semplice e hai qualche serata da dedicarci. Conviene meno se il sito deve farti trovare su ricerche precise, come un servizio più il nome del tuo comune: lì contano struttura, testi e velocità più del modello grafico.
Prima di iniziare fai due verifiche: se puoi collegare un dominio intestato a te e se, cambiando piattaforma in futuro, potrai portare via almeno testi e immagini.
A Pordenone il problema non è quasi mai il prezzo
Per il nostro Osservatorio digitale abbiamo raccolto 120 attività nei comuni di Pordenone, Cordenons, Porcia, Fiume Veneto e Sacile. In 84 schede su 120 Google Maps indicava un sito. Ma solo 50 schede dell’intero campione offrivano un’azione diretta riconoscibile.
Il costo che pesa di più, quindi, spesso non è quello del sito. È quello dei clienti che arrivano e non trovano il modo di contattarti. Un sito vetrina economico che nasconde telefono e orari costa più di quanto sembra.
Da noi il metodo è questo: prima un audit scritto gratuito, poi una proposta con il prezzo indicato per intero, una cifra sola, senza voci che compaiono a lavoro iniziato. Un sito essenziale per un’attività locale è online in circa 7 giorni dal via libera, e dominio, hosting e piccole modifiche rientrano nella gestione mensile.
Domande frequenti
Quanto costa un dominio .it?
Presso un registrar come ilDominio.it 8,99 € più IVA all’anno, con il rinnovo allo stesso prezzo. Altri registrar hanno listini diversi e spesso prezzi promozionali per il primo anno.
Quanto costa mantenere un sito vetrina all’anno?
Senza manutenzione, dominio, hosting base e una casella email partono da circa 100 € più IVA il primo anno, con i listini citati sopra. Se la manutenzione la affidi a un professionista la cifra sale, e dipende da cosa è incluso.
Un sito semplice costa meno?
Sì, se semplice significa poche pagine, materiale già pronto e nessuna funzione speciale. Non necessariamente, se significa soltanto che il risultato deve sembrare essenziale: togliere bene richiede lavoro.
Quanto tempo serve?
Dipende soprattutto dal materiale. Un sito essenziale per un’attività locale può andare online in circa una settimana, se testi e foto sono pronti.
Serve il banner dei cookie?
Dipende dai cookie che il sito usa. Per quelli tecnici basta l’informativa; per quelli di profilazione serve il consenso, che il Garante suggerisce di chiedere con un banner che compare all’arrivo sul sito.
- Listino prezzi domini — ilDominio.it · consultata il 23 settembre 2026
- FAQ — Registro .it · consultata il 23 settembre 2026
- Hosting Aruba — soluzioni e prezzi · consultata il 23 settembre 2026
- Google Workspace — piani e prezzi · consultata il 23 settembre 2026
- Profilo dell'attività su Google · consultata il 23 settembre 2026
- FAQ Cookie — Garante per la protezione dei dati personali · consultata il 23 settembre 2026
- Core Web Vitals e risultati di ricerca — Google Search Central · consultata il 23 settembre 2026
- Siti web a Pordenone — 101 Digital · consultata il 23 settembre 2026
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